Rating Italia: un’emorragia lunga 30 anni

Standard & Poor’s. Moody’s. Fitch. Sebbene possano sembrare tre marche di jeans fighissimi indossati da Chiara Ferragni su Instagram, sono i nomi delle più importanti agenzie di rating mondiali.Il rating è una valutazione effettuata dalle suddette agenzie sull’affidabilità del debito sovrano nostrano. Quanto siamo credibili. Un po’ come le pagelle del primo quadrimestre, quando ancora non hai realizzato che devi studiare, allo stesso modo l’Italia barcolla ma non molla. Dal 1986.

1986. Mentre mia madre e mio padre stanno organizzando il loro splendido matrimonio ed io non ero che un’idea nella testa di mia madre, Standard & Poo’s, Moody’s e Fitch valutano l’italia come un paese super affidabile. Votazione: AAA.

Cioè ragazzi, avevamo la tripla A! Come avere Cristiano Ronaldo al Fantacalcio!

Dall’86 ad oggi un’emorragia di credibilità. Inarrestabile. I colleghi di true numbers hanno elaborato in grafico in cui viene affidato un valore ad ogni lettera della valutazione da tripla A fino a D.

Standard & Poor’s da AAA= 25 fino a D=1.

Moody’s da 21 a 1.

Fitch da 22 a 1.

Dal 1986 ad oggi per S&P siamo peggiorati da 24 a 16. Ruzzolone.

Per Moody’s da 21 a 13. Caduta libera.

Per Fitch da 20 a 15. Collasso.

Ma tanto l’Italia non può fallire.

Elisabetta Massa

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Barcellona:” Madrid, ti lascio per Bruxelles…” 

Se dovessi fare un parallelismo con il referendum di indipendenza della Catalogna non potrei far altro che ricordare le mie crisi adolescenziali, in cui minacciavo mia madre di andare via di casa… per trasferirmi a casa di nonna.
Il 1 ottobre si è svolto in Spagna il referendum, giudicato anti costituzionale, in cui i cittadini dei paesi della Catalogna spagnola sono stati invitati a esprimere il proprio voto per chiedere l’indipendenza della regione dal resto del Paese.

Epilogo? Sono volati un sacco di schiaffi fuori dai seggi!

L’idea di Barcellona era quella di chiedere l’indipendenza dalla Spagna ma non dall’Unione Europea. Vorrebbe quindi continuare a mantenere la moneta unica ed il mercato unico.

Tra le tesi portate dai Catalani innanzitutto si rimarca la loro importanza all’interno del Pil spagnolo, in quanto ne rappresentano più del 20%. Eppure uscire dalla sovranità spagnola esporrebbe la regione a due scenari valutari possibili:

1. Mantenere l’euro e il mercato unico, come attualmente fa il Montenegro;

2. Utilizzare una valuta regionale che le farebbe perdere di credibilità agli occhi degli investitori esteri.

Questo è senza dubbio il nodo fondamentale della questione, in quanto anche le esportazioni ne subirebbero indubbiamente le conseguenze, affossando così una delle principali fonti di sussistenza della Catalogna.

A livello bancario si innescherebbe una sorta di meccanismo Brexit, con fuga delle sedi principali altrove.

Ma come sarebbe l’Europa se tutti i movimenti indipendentisti avessero la meglio sugli stati sovrani?

Nella cartina elaborata da un utente di Reddit, vediamo un mosaico di staterelli degni di una lunghissima partita a Risiko!

Quale sarà la prossima mossa di Barcellona? Guerra di secessione con Piqué ai cannoni?

 

Elisabetta Massa

Per essere assunta avevo preparato una coreografia di Shakira…


Fine anno si sa, è sempre un periodo di bilanci, una volta rientrati dalle vacanze estive sentiamo già Natale e Capodanno che ci mettono il fiato sul collo. Potete immaginare cosa succede se le feste natalizie coincidono con la chiusura dei budget aziendali e dei bilanci. PANICO.


Ecco che Intesa Sanpaolo, specifico DELEGAZIONE BANCA DEI TERRITORI, per capirci Banca dell’Adriatico per chi abita nella zona Marche-Abruzzo, ha indetto un piccolo concorso interno per spronare i dipendenti a migliorarsi. L’idea era di fare un video, che sarebbe dovuto restare all’interno dell’intranet aziendale, in cui si cercava di capire per quale motivo i clienti avrebbero dovuto scegliere Intesa Sanpaolo come banca. Dopo la fuoriuscita di alcuni di questi video forse qualche dubbio in più i clienti retail ora ce l’hanno.

Fermo restando che i social hanno messo alla gogna tutti i dipendenti che si sono prestati a questo giochino, il meccanismo che si è innescato è lo stesso che riguarda le vittime di cyberbullismo, una ragazza scatta un foto di sé compromettente, per compiacere un improbabile compagno e una volta che questa foto scappa fuori, si alza un polverone pazzesco… e chi paga le conseguenze? Solo la protagonista della foto.

Non pensate che questa fuoriuscita abbia sconvolto i Piani alti della prima banca d’Italia. Fossero stati crediti incagliati allora sì, che si sarebbero preoccupati.

Per quanto mi riguarda, amici e colleghi mi hanno bombardata con questo video, lo hanno tradotto in 64 lingue straniere compreso il greco antico.

1. Se vi state chiedendo se per colloquio di assunzione ho fatto un balletto alla Shakira, no, perché nonostante i miei 28 anni ho la sciatica.

2. Volevo ringraziare tutti coloro che hanno condiviso con me questo balletto, almeno ho la certezza che avete capito in che ambito lavoro.

3. Ma poi… dove capperi sta Castiglione delle Stiviere?!?

4. Sarebbe stato peggio se avesse ballato Waka Waka.

5. Per quanto riguarda il video, la cosa che mi sconvolge di più, sono i capelli arruffati della direttrice!

Elisabetta Massa

E se i supermercati Coop fallissero…? 

 

Adoro fare la spesa alla Coop. Un po’ perché è vicino casa, un po’ perché mi diverto a fare la piccola conmessa alle casse automatiche. Ho la carta socio, che puntualmente dimentico in macchina insieme al sacchetto riciclabile. Qualche anno fa, mia nonna abbandonò inesorabilmente i Magazzini Gabrielli per diventare socia Coop. Il suo motivo di orgoglio? Essere socia. Quel supermercato era un po’ anche suo. 

Milioni di persone consapevoli o meno della scelta fatta, sono diventati soci. Hanno aperto un libretto di risparmio: 

  • Investimenti sicuri
  • Rendimenti allettanti 
  • Risparmi liquidabili 

Questo dice la pubblicità. Ma proviamo a dare uno sguardo più a fondo. 

Nei supermercati sono stati raccolti 12.000.000.000 di euro di depositi. 

Una raccolta che non gode di nessuna tutela, esclusa dal fondo di Garanzia, si tratta di un credito chirografario, cioè in caso di fallimento della coop chi lo detiene non può partecipare alla distribuzione dell’attivo.

In cambio di cosa? Tasso di interesse pari allo 0,2% lordo. 

Sì, l’unica cosa garanzia che offrono è l’affidabilità di un supermercato-colosso. 

Eppure c’è già stato il fallimento delle coop triestine… 20.000 soci sono rimasti a bocca asciutta. 

Certo la perdita massima pro capite è stata di 36.500€, ma cosa cambia?! 

C’è una grande allerta sull’argomento, perché queSta potrebbe essere la prossima bolla sul risparmio italiano. 

Salumi & Baci a tutti. 

Elisabetta Massa 

Pensioni Italiane: 22 a 38 

Sono le 17:13 e mio padre è appena rientrato da lavoro. Dipendente. Sono anni che lo vedo tornare sempre alla stessa ora. Ogni tanto dice:” Sarà ora di andare in pensione…” 

… e mo chi glielo dice che lui è altri 21 poveri Cristi col loro lavoro mantengono 38 persone in pensione? 

Secondo i dati ISTAT 22 milioni di lavoratori italiani subiscono un prelievo fiscale tale da poter mantenere 38 milioni di Italiani in pensione. 

Nel Belpaese solo il 37,2% dei residenti ha un impiego retribuito. Di questi solo il 19% ce l’hanno a tempo pieno e indeterminato. 

E gli altri? O sono troppi giovani (sotto i 15 anni) o sono troppo vecchi (over 65) o non cercano lavoro pur potendolo fare. Gli inattivi. Come me il lunedì mattina. 

In ultimo i disoccupati. 

Papi conti alla mano, mi sa che ti vedrò tornare alle 17:13 per parecchi anni ancora. 

Elisabetta Massa 

Vattene via! (Memorie di una sfigata)

1272550379-Gioventu_scarpettini_2“Professore: E allora vada via… Se ne vada dall’Italia. Lasci l’Italia finché è in tempo. Cosa vuol fare, il chirurgo?
Nicola: Non lo so, non… non ho ancora deciso…
Professore: Qualsiasi cosa decida, vada a studiare a Londra, a Parigi, vada in America, se ha le possibilità, ma lasci questo Paese. L’Italia è un Paese da distruggere: un posto bello e inutile, destinato a morire.
Nicola: Cioè, secondo lei tra un poco ci sarà un’apocalisse?
Professore: E magari ci fosse, almeno saremmo tutti costretti a ricostruire… Invece qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Dia retta, vada via…
Nicola: E lei, allora, professore, perché rimane?
Professore: Come perché?! Mio caro, io sono uno dei dinosauri da distruggere.

da La meglio Gioventù Continua a leggere

Banca Monte di Google, UniFacebook e Intesa SanAmazon?

mariniNell’era in cui il sistema bancario si sta sgretolando come gli zigomi di Alba Valeria Marini, c’è chi coglie l’occasione per trasformarsi e guadagnare… terreno. Continua a leggere

Evento: Vino & Finanza

A cinque giorni dall’evento “Grapes Thursday – Vino & Finanza” sono in vena di fare bilanci.

Tralasciando la botta autostima che ancora mi dà adrenalina, posso dire a cuor sereno che sono fiera di ciò che è stato. Continua a leggere

Perché quando facciamo benzina paghiamo ancora le tasse per le guerre in Etiopia?

248272_169947043170895_528809844_nOggi ho fatto il pieno e ho pagato nei  50 euro di benzina una quota per la guerra in Etiopia. Del 1935.

Ma nel 1935 esistevano le macchine? Cioè non era nato nemmeno mio nonno… perché io oggi devo pagare per una guerra che ho studiato sui libri di storia?

Vi spiego il meccanismo:  in teoria si tratta di caricamenti a tempo determinato, che però non spariscono più. Paghiamo per la guerra in Etiopia, la tragedia del Vajont, i terremoti, coprire gli aumenti salariali dei dipendenti statali.

Facendo due conti le accise sul petrolio costano più della materia prima in se stessa,  ma vediamo le accise nello specifico:

  1. Decreto Salva Italia
  2. Finanziamento cultura
  3. Rinnovo contratto autoferrotranvieri
  4. Acquisto autobus ecologici
  5. Accoglienza immigrati della crisi libica
  6. Terremoto in Irpinia
  7. Terremoto del Friuli
  8. Ricostruzione Vajont
  9. Finanziamento Crisi di Suez
  10. Guerra in Etiopia

 

Elisabetta Massa

10 domande stupide quando dici di essere un Consulente finanziario

022610113_prevstill__3.jpegLa vita ci impone di essere animali sociali, ma il tutto diventa più difficile quando dici di lavorare in banca.

Le persone saranno inesorabilmente portate ad affermare luoghi comuni.

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