Dumping… come se fossero rifatte

Avete presente quando siete al mare a prendere il sole ed ad un tratto arriva Lei. La strafiga in micro bikini Yamamay, sopracciglia tatuate e una quarta coppa B rifatta con i soldi con cui tu ti sei pagata il master alla Cattolica? Tutti quelli che stavano parlando con te, ammutoliscono e si girano a guardare con un’aria da apparizione celeste e tu pensi “Ma diamine! Sono finte!

Ecco, questo è il dumping. Tecnicamente una concorrenza sleale, con cui alcuni paesi cercano di buttare i competitor fuori dal mercato applicando prezzi stracciati, anche al di sotto del costo di produzione.

Si tratta di una pratica molto cara alla Cina che negli ultimi anni ha collezionato ben 53 provvedimenti antidumping e sei indagini in corso, come si evince dal grafico.

La Commissione europea ha appena aperto una nuova indagine sulle importazioni di acciaio turco.

Quando la Commissione europea, su richiesta delle aziende europee, accerta una pratica scorretta, introduce dazi contro il paese di origine per riportare i prezzi alla normalità. Questi provvedimenti sono necessari per salvaguardare i posti di lavoro nostrani. Solitamente i settori più a rischio sono il metalmeccanico e il manifatturiero.

Generalmente queste pratiche scorrette sono appoggiate dal paese di origine per appropriarsi di mercati esteri, come casi eclatanti ricordiamo la compravendita di acciaio e altri materiali siderurgici.

P.s. Lo ammetto, la mia è tutta invidia.

Elisabetta Massa

Cosa non si farebbe per vincere una Champions!

Non è bastato CR7 alla Juventus, non sono bastati i ricordi del Triplete del secolo scorso all’Inter… il segreto della coppa di quest’anno è una donna!

Pur non avendo una particolare propensione al calcio, avere un padre, un fratello ed un fidanzato mi espone inevitabilmente alle notizie calcistiche.

Mi è saltata all’occhio la storia di Kathleen Kruger. Una trentenne insolita per il mondo del calcio.

Classe 1985 è ufficialmente la team manager del Bayern, la squadra che ha vinto la Champions di quest’anno strappandola al PSG delle meraviglie.

In passato stella del Bayern femminile, “ho lasciato perché, a quel tempo, c’era soltanto un rimborso spese per l’enorme sforzo in campo. Quindi, oltre a giocare, tutte noi abbiamo lavorato o studiato», ha dichiarato.

Dopo la laurea la chiamata dal Bayern come assistente sportivo e da lì in pochi anni diventa team manager. Ad oggi è un pilastro per la squadra, addirittura l’unica quota rosa ammessa alle chat ufficiali della squadra.

I giocatori dichiarano che lei c’è sempre. Per questioni sportive, manageriali, organizzative ma anche love’s affaires.

«È lei che tiene unita la squadra. Non importa con quali problemi possiamo andare da lei, lei c’è sempre», ha detto Muller in un’intervista rilasciata tempo fa alla Bild.

In questi anni sulla panchina dei bavaresi sono cambiati diversi allenatori, ma lei c’è sempre.

Dietro un grande gruppo di uomini, c’è una grande donna team leader!

Elisabetta Massa

Un the con Putin

Se state leggendo questo articolo, probabilmente non siete mai stati a prendere un the da Putin.

Lo sa bene Alexei Navalny, il 44 enne segretario del Partito del Progresso, famoso per le sue battaglie anti corruzione, noto oppositore politico di Putin.

Secondo una prima ricostruzione, Navalny ha avuto un malore durante un volo che lo portava dalla Siberia in Russia. Potrebbe essere stato avvelenato da una tazza di the e l’aereo sarebbe stato costretto ad un atterraggio di emergenza che lo ha portato direttamente in ospedale.

I medici si sono sempre rifiutati di mostrare i risultati degli esami tossicologici e il povero Alexei in questo momento si trova in coma, in un ospedale russo. I suoi parenti non sono stati in grado di vederlo e dalle note mediche ufficiali risulta che si sia trattato di una disfunzione metabolica con calo di zuccheri.

Le cartelle cliniche non sono state mai rese note e quando la famiglia ha chiesto di trasferire Navalny in Germania per ulteriori accertamenti. E’ dovuta intervenire Angelona Merkel per sbloccare la situazione.

Anche l’Europa sta premendo perché si faccia luce sull’accaduto.

…se volete un buon the, meglio andare a casa della sempreverde Queen Elisabeth!  

Elisabetta Massa

Deficit: Cicale o Formiche?

Devo darvi due notizie: una buona e una cattiva. Iniziamo dalla buona: dall’ultima riunione dell’Eurotower, sede della BCE, risulta che finalmente in Europa sia iniziata una forma di ripresa dell’economia. Un sospiro di sollievo, come quando la commessa di Zara ti dice che quella gonna nera non era l’ultima 36. 

Ora quella cattiva: la ripresa, si legge, “resta parziale e disomogenea”.

Approfondiamo: dopo gli ultimi dati sulla crescita dei contagi c’è poco da stare sereni, eppure dalle note della BCE si legge che sono ripartiti i consumi e in alcuni paesi addirittura c’è stato un rimbalzo della produzione industriale.

Cosa ci fa restare coi piedi per terra? Le misure di contenimento e l’incertezza sulla prossima curva dei contagli.

Lunedì scorso un lapidario Super Mario Draghi ha chiarito la differenza tra debito sussidiario e debito produttivo.

In fasi di emergenza come quella che stiamo vivendo, sarà inevitabile l’aumento del debito pubblico a dismisura, il pareggio di bilancio per i prossimi anni sarà una chimera… fin qui siamo tutti d’accordo.

Il punto è che questo debito pubblico deve essere impiegato in modo produttivo, sul capitale umano, la ricerca, le infrastrutture… non può trasformarsi esclusivamente in sussidi a lungo termine.

Solo in questo modo sarà sostenibile dalle generazioni future.

Mario says: “In questo susseguirsi di crisi i sussidi che vengono ovunque distribuiti sono una prima forma di vicinanza della società a coloro che sono più colpiti, specialmente a coloro che hanno tante volte provato a reagire. I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire, ma ai giovani bisogna però dare di più”.

Ma come ci siamo comportati negli anni trascorsi? Siamo stati cicale o formiche?

A dispetto di quanto dicono gli Europei, non siamo stati degli spendaccioni. Analizziamo cosa è successo negli ultimi 30 anni: l’avanzo primario, cioè la differenza tra entrate ed uscite dello stato, misurato rispetto al Pil nazionale, ad esclusione dei costi per gli interessi sul debito pubblico negli ultimi 3 decenni è stato sempre positivo.

Ma come mai tutto questo virtuosismo? A fine anni Novante l’obiettivo dell’Italia era quello di entrare nella Moneta Unica. Il Trattato di Maastricht prevedeva un deficit sotto il 3%. L’unico modo per accedervi era tenere sotto controllo il deficit (differenza tra avanzo primario e quota interessi), ma non potendo controllare nel breve le voci di spesa, si decise di imporre una bella Tassa per l’Europa.

Risultato? Avanzo primario record del 6,7%.

Elisabetta Massa

Presidenziali Usa: scaramucce, streaming e muri fantasma

“Uniti supereremo questa stagione di tenebre in cui Donald Trump ha ammantato l’America troppo a lungo. Non possiamo dare altri quattro anni a questo presidente che non si assume responsabilità, scarica le colpe sugli altri, divide e semina odio. L’America è a un punto di volta, questa è un’elezione in grado di cambiare le storia, sono in gioco l’anima del Paese, la moralità, la scienza e la democrazia”

Joe Biden ha ufficialmente accettato la nomination a candidato dei Democratici, formalità che ufficializza l’inizio della fase conclusiva della campagna elettorale per le presidenziali Usa.

Lo ha fatto dal convention center in Delaware, in videoconferenza. Sono intervenuti a suo sostegno l’ex Presidente Obama con sua moglie Michelle, l’ex candidata democratica Hillary Clinton, la sua candidata alla vice Presidenza Kamala Harris e la deputata dem Alexandria Oratio Cortez.

Non gliele hanno certo mandate a dire! Temi caldi affrontati? La pandemia mal gestita dal tycoon, la conseguenze della crisi economica, il razzismo sistemico e i cambiamenti climatici.

Di tutta risposta sul fronte repubblicano si è abbattuto un piccolo uragano: Stephen Bannon, l’ex consigliere politico di Trump è stato arrestato per frode nell’ambito della campagna di raccolta “We Build The Wall”.

La campagna di raccolta fondi prevedeva la costruzione di un muro divisorio con il Messico, in stile grande muraglia cinese, al fine di arrestare i flussi migratori dal sud.

Invece pare che tutti i soldini raccolti siano serviti solo a finanziare il suo stile di vita.

Chi la fa sotto la neve, prima o poi si scopre! ;P

Elisabetta Massa

Venti gelidi dal fronte russo…

Putin può tutto, si sa. Può svegliarsi e decidere di parcheggiarti le navi da guerra in veranda o piazzarti le testate nucleari in giardino solo perché fanno pendant coi gerani…

Notiziona di oggi: si deve cambiare la Costituzione russa.

Vi starete chiedendo perché?

Il motivo sotteso a questa decisione è indebolire la figura del Presidente ed evitare che il suo successore nel 2024 si ritrovi con lo stesso potere di cui lui ha goduto per 20 anni. Dopo 4 mandati in carica consecutivi, alle prossime elezioni Putin non potrà sicuramente presentarsi personalmente, per questo vuole proporre un referendum confermativo sulla riforma costituzionale. La richiesta è di limitare a due i mandati presidenziali, restringendo i requisiti per i candidati, dando al parlamento il potere di eleggere Premier e ministri.

Se la decisione dovesse essere confermata, ancora una volta Putin ne uscirebbe rafforzato, il Dominatore incontrastato.

Come dice un famosissimo proverbio russo: Chi la può, la può… Chi non la può…

…ai posteri l’ardua sentenza!

Elisabetta Massa

All’Italia conviene la guerra?

Probabilmente ho una visione distorta delle armi di distruzioni di Massa, perchè per me, la più pericolosa è sempre stata la ciabatta di mia madre.

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Eppure a ben vedere noi Italiani, siamo dei grandissimi produttori di armi. Di quelle serie, s’intende! Continua a leggere

Boris J. Ma come hai fatto?

Lo sapete chi mi ricorda Boris Johnson?

L’amica del liceo, anonima, non bellissima, non bravissima in matematica, sempre single per tutti e cinque i lunghissimi anni…

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e poi dopo il diploma, puff! La incontri al supermercato sposata con due figli. Tu??? Quoque tu! Ma come ci sei riuscita? Continua a leggere

2020: inizio col botto

Il 2020 si è aperto col botto. In tutti i sensi. Non si respirava questo clima di serenità dall’assassinio delll’arciduca Francesco Ferdinando.francesco-ferdinando

In un modo o nell’altro, c’entra sempre una bionda. In questo caso un biondone. Donald Trump.

Il Tycoon negli ultimi mesi è più instabile di me in quei giorni lì ed ha collezionato una serie di disastri che manco Andrea Ippoliti a Temptation Island.

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Riassunto delle puntate precedenti.

Sembra che Mister T. abbia chiesto al presidente ucraino Zelenskyj di aiutarlo a raccogliere informazioni compromettenti su Joe Biden, vicepresidente dal 2009 al 2017 e oggi candidato democratico alle primarie democratiche in vista delle presidenziali 2020. Questo non ha fatto altro che procurargli una procedura di impeachment da parte del Parlamento.

Poteva esser già sufficiente così e invece ha deciso di bombardare l’Iran, uccidendo il capo delle forze paramilitari Qassem Soleimani.

Conseguenze? Il panico generale. Come quando ho detto a mia nonna di essere intollerante al glutine.

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Il prezzo del petrolio è cresciuto in pochi giorni da 60 a 69 dollari al barile, in quanto in situazioni di allerta si innesca una paura generalizzata sulle scorte di greggio.

Eppure Trump è l’uomo delle contraddizioni, da quando è stato eletto presidente i mercati americani, e non solo, hanno fatto un rally pazzesco, portandosi ai massimi storici.

Inoltre, Mister T. ha anche annunciato l’avvio di una serie di negoziati con la Cina a partire dal 15 gennaio 2020, che porterà immediatamente al blocco di una nuova tranche di dazi sui prodotti cinesi.

Morale della favola? Crescita dei mercati e dell’economia costante ma contenuta anche nel 2020.

Gli States non sono più il simbolo del libero mercato e dell’innovazione e della tolleranza e per ora, dobbiamo accontentarci così.

Elisabetta Massa