Brexit: ti lascio ma restiamo amici!

Sono giorni che non se ne parla più… sembrava la catastrofe del 2016, il giorno del giudizio, avevano attuato anche il piano di evacuazione di Pompei e invece? Sono due anni che chiacchierano e discutono. E non si mettono d’accordo. Strano anche per noi Italiani che alle chiacchiere e i cambi di idee e alleanze repentine non ci siamo abituati!Ma cosa è successo e cosa sta succedendo? Continua a leggere

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Cosa vuoi fare da grande? Il tatuatore

B1512ED2-4553-4DB1-BC00-4E0AF9CEF1F5.jpegI miei genitori si sono chiesti tante volte cosa avrei voluto fare da grande, ad oggi non sono sicura che abbiano ben capito di cosa mi occupo, ma la cosa più bella è vederli fieri di me. Certo se gli avessi detto che avrei voluto fare la tatuatrice, forse si sarebbero preoccupati. Non per me, sia chiaro, ma per le povere vittime dei miei scarabocchi. 

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Tra i new job del nuovo millennio spicca infatti il tatuatore.

Qualche anno fa, il tatuaggio era considerato un marchio distintivo di carcerati, prostitute o galeotti, ad oggi sono di grandissima tendenza e il vero must è sfoggiarli di tutte le dimensioni, old school o colorati.

Stando alle ricerche di True Numbers, in Italia sono attivi, legalmente, 3987 tatuatori, di cui quasi mille solo in Lombardia. 

Mediamente la crescita in tutta Italia è stata del 200% con picchi del 630% in Umbria dal 2012 ad oggi.

Le regioni più tatuate: Lombardia, Lazio ed Emilia Romagna. Seguono Piemonte e Veneto. 

Tra le regioni più restie alla tatoo mania troviamo il Molise. Con solo 14 tatuatori attivi.

 

Io ad oggi non ho tatuaggi, sono talmente indecisa che sto scegliendo cosa farmi disegnare dal 2004. 

Elisabetta Massa

Reddito di Cittadinanza? Trasferitevi in California

Si dice che il reddito di cittadinanza sia stata la ciliegina sulla torta della propaganda pentastellata. Ora, lasciando perdere le ideologie politiche che sono come le donne, c’è a chi piacciono bionde, a chi more, a chi tutte… proviamo a capire come funziona tecnicamente questa sorta di sussidio dei sogni.

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Può Google trends influire sui mercati?

Vi siete mai chiesti dove finiscono tutte le ricerche che fate su Google (ma proprio tutte tutte)? Qualcuno pensa che basti cancellare la cronologia o semplicemente formattare il computer per nascondere i vizi e le curiosità… e invece le nostre ricerche sono veramente una miniera d’oro. Continua a leggere

Perché in estate aumenta il prezzo della benzina?

Il mondo si divide esattamente a metà tra chi adora l’estate e chi la detesta come la suocera

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Tra le varie tesi a sostegno del “Wake me up when September ends”,  troviamo tra caldo e zanzare, l’agognato aumento del prezzo del carburante. 

Proviamo a capire perchè ogni anno a giugno siamo costretti a subire gli aumenti.  Continua a leggere

Spotify alla conquista di Wall Street

Inverno inoltrato. Neve. The caldo in tazza glamour. Cosa manca? Una bella playlist su Spotify. Questa è la ricetta della felicità. E i proprietari dell’azienda svedese lo sanno. Quindi cosa fanno? Si quotano in Borsa. A Wall Street. Depositato oggi il file del collocamento.

Per chi non lo sapesse, Spotify ha rivoluzionato il modo di ascoltare la musica. Basta abbonarsi, per poter avere a disposizioni tutta la musica in commercio. Senza l’esigenza di dover acquistare le singole tracce.

Dati alla mano era chiara l’intenzione della proprietà di Spotify, 71 milioni di abbonati, 151 milioni di utenti senza abbonamento che possono usufruirne ugualmente, semplicemente sopportando qualche minuto in più di pubblicità. 5 miliardi di dollari di ricavi.

Si tratterà di un collocamento diretto, con l’obiettivo di ricavare almeno 1 miliardo di euro dalla vendita delle azioni.

L’unica preoccupazione: 461.000.000 di dollari di perdita per autofinanziamento.

Per fermare questa piccola emorragia, la proprietà di Spotify ha deciso di cedere il 9% al gruppo cinese, Tecent, per incassare denaro fresco e aprirsi all’immenso mercato asiatico.

Il messaggio è: non fermerete il progresso!

Elisabetta Massa

Italia, il Paese che al massimo ti accontenta…

Quando ho finito l’università, la prospettiva più allettante era quella di andare a lavorare fuori dall’Italia, quando mi è stato proposto di volare a Dublino, non nascondo che mi brillavano gli occhi. Passata l’euforia iniziale, ho iniziato a fare i conti con la realtà, quella che vivevo ma soprattutto quella che mi stava aspettando. Forse no. Non ero pronta. Non ero pronta a lasciare la mia famiglia, o magari quella che a suo tempo volevo costruire per me. Non volevo lasciare la pizza e il prosciutto crudo. E mi sono “accontentata”. Ho scelto di lavorare a 6 km da casa mia. Di tornare a pranzo a casa, di non passare in weekend in taxi o in aereo.

Secondo l’Istat nel Rapporto sul benessere equo e sostenibile “nel 2016 circa 16 mila laureati italiani tra i 25 e i 39 anni hanno lasciato il Paese e poco più di 5 mila sono rientrati, confermando il trend negativo del tasso di migratorietà dei giovani laureati”.

“La capacità dell’Italia di favorire prospettive di occupazione altamente qualificata per i laureati italiani continua a mostrare segnali decisamente negativi”, sottolinea il rapporto.

Forse io ero tra quelli che sono tornati. Il dubbio di essermi accontentata mi resterà per sempre, in questo paese che non ti soddisfa ma che al massimo ti accontenta.

Zitti tutti! Parla Draghi…

Vi ricordate ai pranzi di Natale quando prima di cominciare la cena della vigilia il nonno voleva dire due parole e partiva quel silenzio tombale in cui tutti si mettevano in seria apprensione?

Ecco più o meno succede la stessa cosa quando prende la parola Super Mario Draghi.

“Riforme strutturali a casa ma pensando anche, allo stesso tempo, a riformare l’Eurozona per rafforzarla e renderla pronta nel caso in cui si presentino nuove sfide”.

Cioè ragazzi, io non avrei saputo dirla meglio!

Per noi comuni mortali? Cari stati Sovrani, fate le riforme omogenee per tutti altrimenti alla prossima crisi, che sia dei mercati, del debito sovrano, del petrolio, delle barbabietole da zucchero… alla prossima facciamo zack!

“L’espansione economica attuale rafforza la convergenza tra Stati, ma per renderla sostenibile occorre anche convergenza di politiche attraverso le riforme strutturali”, ha aggiunto.

L’obiettivo primario è completare l’Unione bancaria.

…che voglia dirci qualcosa sui salvataggi?

Elisabetta Massa

Pensione: l’era delle nonne casalinghe è finita

Se penso al futuro dei miei nipoti non posso che essere preoccupata: ad occhio e croce non sarò mai una donna anziana che li andrà a prendere a scuola per portarli al parco, a meno che loro non vogliano farlo all’università, perché a conti fatti andrò in pensione tra circa 37 anni.

A gennaio partirà la parificazione per l’età per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne: le donne del settore privato dovranno aspettare un anno in più per la pensione, 66 anni e 7 mesi. Dal 2019 si aggiungeranno altri 5 mesi correlati all’allungamento della speranza di vita.

Per completare il quadro possiamo aggiungere che finalmente abbiamo raggiunto un primato: siamo arrivati primi, abbiamo battuto tutti sull’età pensionabile! L’età di accesso è la più alta di tutti… beh effettivamente certi traguardi sarebbe meglio evitarli!

Elisabetta Massa