Come sarà il mondo quando lo conquisteranno i Cinesi

Siccome ho la mania compulsiva per l’acquisto di gadget inutili ma sono povera, l’altro giorno sono entrata in un negozio di Cinesi e sono uscita con un guinzaglio per cani con ombrello incorporato, un microfono wireless per i miei concerti in solitaria durante le faccende casalinghe e la consapevolezza che i Cinesi conquisteranno il mondo. 

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…e noi con gli occhioni a palla dovremmo solo farcene una ragione! Continua a leggere

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BREXIT: divorzio alle porte

La Gran Bretagna è come una ex moglie durante una separazione. L’hai amata, l’hai portata in vacanza, le cene nei migliori ristoranti. Ma lei ad un certo punto che fa? Ti lascia. Così, senza darti una spiegazione. Perché si sente oppressa.

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Il 12 marzo la premier britannica Theresa May ha ripresentato in parlamento la stessa proposta di uscita che già una volta era stata bocciata.
…e udite udite, l’hanno bocciata di nuovo!
I sostenitori della Brexit se la prendono con Teresina, perché non ha mantenuto la promessa di portarli fuori dalla UE a testa alta. Sbattendo la porta.
Arrivederci e grazie. Ci riprendiamo la nostra sovranità.
Ma siamo proprio sicuri che gli Inglesi non erano già dei privilegiati nella UE?
Londra aveva ottenuto una deroga per non aderire alla moneta unica, non entrare a far parte della zona Schengen, uno sconto sul budget di 5.7 miliardi di euro.” (Internazionale, marzo 2019)
Le richiesta avanzate dall’ormai ex moglie sono irrealizzabili. Accettare una soft Brexit significherebbe rinunciare a parte della loro reale sovranità, in quanto la GB dovrebbe sottostare a norme che non potrebbe contribuire a stabilire.
Ma sapete cosa pretendeva la sanguisuga inglese?
1. Stop alla libertà di movimento dei cittadini europei nel Regno Unito
2. Conservare i benefici economici della Ue
3. Non mettere un confine fisico con l’Irlanda.
Una bella patata bollente per Teresina Maggio. Troppo presto ha chiesto il divorzio. Ora ci sono gli avvocati da pagare, l’ex marito che non paga più le bollette, i bambini da accontentare, la nuova casa da cercare…
Due anni sono volati e il 29 marzo ( data di uscita ufficiale) è sempre più vicino…

Elisabetta Massa

Brexit: e se trovassi la porta chiusa?

Nelle trattative per rientrare tardi a casa la sera, io sono sempre stata come l’Italia nei confronti della UE… mio fratello invece, era la come la GB! Continua a leggere

Brexit: ti lascio ma restiamo amici!

Sono giorni che non se ne parla più… sembrava la catastrofe del 2016, il giorno del giudizio, avevano attuato anche il piano di evacuazione di Pompei e invece? Sono due anni che chiacchierano e discutono. E non si mettono d’accordo. Strano anche per noi Italiani che alle chiacchiere e i cambi di idee e alleanze repentine non ci siamo abituati!Ma cosa è successo e cosa sta succedendo? Continua a leggere

Reddito di Cittadinanza? Trasferitevi in California

Si dice che il reddito di cittadinanza sia stata la ciliegina sulla torta della propaganda pentastellata. Ora, lasciando perdere le ideologie politiche che sono come le donne, c’è a chi piacciono bionde, a chi more, a chi tutte… proviamo a capire come funziona tecnicamente questa sorta di sussidio dei sogni.

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Perché in estate aumenta il prezzo della benzina?

Il mondo si divide esattamente a metà tra chi adora l’estate e chi la detesta come la suocera

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Tra le varie tesi a sostegno del “Wake me up when September ends”,  troviamo tra caldo e zanzare, l’agognato aumento del prezzo del carburante. 

Proviamo a capire perchè ogni anno a giugno siamo costretti a subire gli aumenti.  Continua a leggere

Spotify alla conquista di Wall Street

Inverno inoltrato. Neve. The caldo in tazza glamour. Cosa manca? Una bella playlist su Spotify. Questa è la ricetta della felicità. E i proprietari dell’azienda svedese lo sanno. Quindi cosa fanno? Si quotano in Borsa. A Wall Street. Depositato oggi il file del collocamento.

Per chi non lo sapesse, Spotify ha rivoluzionato il modo di ascoltare la musica. Basta abbonarsi, per poter avere a disposizioni tutta la musica in commercio. Senza l’esigenza di dover acquistare le singole tracce.

Dati alla mano era chiara l’intenzione della proprietà di Spotify, 71 milioni di abbonati, 151 milioni di utenti senza abbonamento che possono usufruirne ugualmente, semplicemente sopportando qualche minuto in più di pubblicità. 5 miliardi di dollari di ricavi.

Si tratterà di un collocamento diretto, con l’obiettivo di ricavare almeno 1 miliardo di euro dalla vendita delle azioni.

L’unica preoccupazione: 461.000.000 di dollari di perdita per autofinanziamento.

Per fermare questa piccola emorragia, la proprietà di Spotify ha deciso di cedere il 9% al gruppo cinese, Tecent, per incassare denaro fresco e aprirsi all’immenso mercato asiatico.

Il messaggio è: non fermerete il progresso!

Elisabetta Massa

Italia, il Paese che al massimo ti accontenta…

Quando ho finito l’università, la prospettiva più allettante era quella di andare a lavorare fuori dall’Italia, quando mi è stato proposto di volare a Dublino, non nascondo che mi brillavano gli occhi. Passata l’euforia iniziale, ho iniziato a fare i conti con la realtà, quella che vivevo ma soprattutto quella che mi stava aspettando. Forse no. Non ero pronta. Non ero pronta a lasciare la mia famiglia, o magari quella che a suo tempo volevo costruire per me. Non volevo lasciare la pizza e il prosciutto crudo. E mi sono “accontentata”. Ho scelto di lavorare a 6 km da casa mia. Di tornare a pranzo a casa, di non passare in weekend in taxi o in aereo.

Secondo l’Istat nel Rapporto sul benessere equo e sostenibile “nel 2016 circa 16 mila laureati italiani tra i 25 e i 39 anni hanno lasciato il Paese e poco più di 5 mila sono rientrati, confermando il trend negativo del tasso di migratorietà dei giovani laureati”.

“La capacità dell’Italia di favorire prospettive di occupazione altamente qualificata per i laureati italiani continua a mostrare segnali decisamente negativi”, sottolinea il rapporto.

Forse io ero tra quelli che sono tornati. Il dubbio di essermi accontentata mi resterà per sempre, in questo paese che non ti soddisfa ma che al massimo ti accontenta.

Zitti tutti! Parla Draghi…

Vi ricordate ai pranzi di Natale quando prima di cominciare la cena della vigilia il nonno voleva dire due parole e partiva quel silenzio tombale in cui tutti si mettevano in seria apprensione?

Ecco più o meno succede la stessa cosa quando prende la parola Super Mario Draghi.

“Riforme strutturali a casa ma pensando anche, allo stesso tempo, a riformare l’Eurozona per rafforzarla e renderla pronta nel caso in cui si presentino nuove sfide”.

Cioè ragazzi, io non avrei saputo dirla meglio!

Per noi comuni mortali? Cari stati Sovrani, fate le riforme omogenee per tutti altrimenti alla prossima crisi, che sia dei mercati, del debito sovrano, del petrolio, delle barbabietole da zucchero… alla prossima facciamo zack!

“L’espansione economica attuale rafforza la convergenza tra Stati, ma per renderla sostenibile occorre anche convergenza di politiche attraverso le riforme strutturali”, ha aggiunto.

L’obiettivo primario è completare l’Unione bancaria.

…che voglia dirci qualcosa sui salvataggi?

Elisabetta Massa