Girl Power!

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Dio perdona, il Fisco no! Causale sbagliata sul bonifico…

A chi non è capitato almeno una volta di ricevere una bustina verde. Verde speranza, la speranza che non ci fossero troppi euro da pagare! La sensazione è simile a quella che si prova quando la tua ragazza ti chiama e ti dice “Dobbiamo parlare!”.stasera-dobbiamo-parlare-sittintiud-cerebrale-sottovuotocerebrale-19444998.jpg

Ecco cosa è successo ad una contribuente qualche giorno fa: La signora Maria acquista una casa dal fratello, ad una cifra che compensava quei passaggi di denaro tra genitori e figli che avvengono sempre nelle famiglie italiane, successivamente venduta a prezzo di mercato. Continua a leggere

Eredità: pianifico o simulo un incidente? 

Ammesso e non concesso che mio fratello non sia il massimo della simpatia, di fatto non prenderei mai la mia Fiat 500 1.2 a benzina per metterlo sotto. 

Almeno non per accaparrarmi la casa dei miei genitori. 

Quando era più piccolo ho provato a convincerlo del fatto che fosse il figlio cadetto, nel medioevo al massimo poteva farsi frate o cavaliere. 

Poi ha studiato e ha capito che la fortunata sono stata io a non essere stata data in sposa al figlio del vicino di casa per allargare il giardino… 

Eppure qualche giorno fa, sulle colline massesi, un uomo ha investito suo fratello con l’intento di ucciderlo.  Per accaparrarsi l’eredità. 

E non si tratta di un appartamento di provincia, ma di una super mega villa fighissima piena di affreschi. 

I rapporti tra loro erano tesi da tempo e gli avvocati si stavano occupando della successione. 

Perché? Gli Italiani non pianificano, nulla, la vita pensionistica, il passaggio di testimone in azienda, la ripartizione dell’eredita. 

Colpa della scaramanzia o la convinzione che non ce ne andremo mai. 

Ma cosa c’è di peggio per un genitore che vedere i propri figli litigare? 

Abbandonate la scaramanzia e pianificate. Con il consulente, con l’avvocato, il commercialista o il notaio. 

Gli Italiani non sanno che le tasse di successione del nostro Paese sono tra le più basse del mondo, però vi risparmio il pippone e allego una tabella riepilogativa. 

Comunque volevo solo tranquillizzare mio Fratello: Lorenzo stai attento !! 😛 

Barcellona:” Madrid, ti lascio per Bruxelles…” 

Se dovessi fare un parallelismo con il referendum di indipendenza della Catalogna non potrei far altro che ricordare le mie crisi adolescenziali, in cui minacciavo mia madre di andare via di casa… per trasferirmi a casa di nonna.
Il 1 ottobre si è svolto in Spagna il referendum, giudicato anti costituzionale, in cui i cittadini dei paesi della Catalogna spagnola sono stati invitati a esprimere il proprio voto per chiedere l’indipendenza della regione dal resto del Paese.

Epilogo? Sono volati un sacco di schiaffi fuori dai seggi!

L’idea di Barcellona era quella di chiedere l’indipendenza dalla Spagna ma non dall’Unione Europea. Vorrebbe quindi continuare a mantenere la moneta unica ed il mercato unico.

Tra le tesi portate dai Catalani innanzitutto si rimarca la loro importanza all’interno del Pil spagnolo, in quanto ne rappresentano più del 20%. Eppure uscire dalla sovranità spagnola esporrebbe la regione a due scenari valutari possibili:

1. Mantenere l’euro e il mercato unico, come attualmente fa il Montenegro;

2. Utilizzare una valuta regionale che le farebbe perdere di credibilità agli occhi degli investitori esteri.

Questo è senza dubbio il nodo fondamentale della questione, in quanto anche le esportazioni ne subirebbero indubbiamente le conseguenze, affossando così una delle principali fonti di sussistenza della Catalogna.

A livello bancario si innescherebbe una sorta di meccanismo Brexit, con fuga delle sedi principali altrove.

Ma come sarebbe l’Europa se tutti i movimenti indipendentisti avessero la meglio sugli stati sovrani?

Nella cartina elaborata da un utente di Reddit, vediamo un mosaico di staterelli degni di una lunghissima partita a Risiko!

Quale sarà la prossima mossa di Barcellona? Guerra di secessione con Piqué ai cannoni?

 

Elisabetta Massa

E se i supermercati Coop fallissero…? 

 

Adoro fare la spesa alla Coop. Un po’ perché è vicino casa, un po’ perché mi diverto a fare la piccola conmessa alle casse automatiche. Ho la carta socio, che puntualmente dimentico in macchina insieme al sacchetto riciclabile. Qualche anno fa, mia nonna abbandonò inesorabilmente i Magazzini Gabrielli per diventare socia Coop. Il suo motivo di orgoglio? Essere socia. Quel supermercato era un po’ anche suo. 

Milioni di persone consapevoli o meno della scelta fatta, sono diventati soci. Hanno aperto un libretto di risparmio: 

  • Investimenti sicuri
  • Rendimenti allettanti 
  • Risparmi liquidabili 

Questo dice la pubblicità. Ma proviamo a dare uno sguardo più a fondo. 

Nei supermercati sono stati raccolti 12.000.000.000 di euro di depositi. 

Una raccolta che non gode di nessuna tutela, esclusa dal fondo di Garanzia, si tratta di un credito chirografario, cioè in caso di fallimento della coop chi lo detiene non può partecipare alla distribuzione dell’attivo.

In cambio di cosa? Tasso di interesse pari allo 0,2% lordo. 

Sì, l’unica cosa garanzia che offrono è l’affidabilità di un supermercato-colosso. 

Eppure c’è già stato il fallimento delle coop triestine… 20.000 soci sono rimasti a bocca asciutta. 

Certo la perdita massima pro capite è stata di 36.500€, ma cosa cambia?! 

C’è una grande allerta sull’argomento, perché queSta potrebbe essere la prossima bolla sul risparmio italiano. 

Salumi & Baci a tutti. 

Elisabetta Massa 

Vattene via! (Memorie di una sfigata)

1272550379-Gioventu_scarpettini_2“Professore: E allora vada via… Se ne vada dall’Italia. Lasci l’Italia finché è in tempo. Cosa vuol fare, il chirurgo?
Nicola: Non lo so, non… non ho ancora deciso…
Professore: Qualsiasi cosa decida, vada a studiare a Londra, a Parigi, vada in America, se ha le possibilità, ma lasci questo Paese. L’Italia è un Paese da distruggere: un posto bello e inutile, destinato a morire.
Nicola: Cioè, secondo lei tra un poco ci sarà un’apocalisse?
Professore: E magari ci fosse, almeno saremmo tutti costretti a ricostruire… Invece qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Dia retta, vada via…
Nicola: E lei, allora, professore, perché rimane?
Professore: Come perché?! Mio caro, io sono uno dei dinosauri da distruggere.

da La meglio Gioventù Continua a leggere

Evento: Vino & Finanza

A cinque giorni dall’evento “Grapes Thursday – Vino & Finanza” sono in vena di fare bilanci.

Tralasciando la botta autostima che ancora mi dà adrenalina, posso dire a cuor sereno che sono fiera di ciò che è stato. Continua a leggere

Tassazione. Mia cara Italiana ti lascio per una Bulgara

Prima dell’estate sono stata ad una riunione tenuta da Confindustria nella quale si discuteva sull’importanza di internazionalizzare le piccole e medie aziende italiane, al fine di allargare il business e gli orizzonti di investimento. In particolare tra gli ospiti c’era il Presidente della Confindustria serba, una bambola bionda con gli occhi azzurri, che se fossi stato un maschietto avrei aperto una succursale dall’altro lato dell’Adriatico solo per invitarla a cena.  La cosa che mi ha sconvolto di più è stata la semplicità della burocrazia, ma soprattutto la differenza di tassazione esistente tra noi, il Belpaese e loro. Continua a leggere

Perché gli Americani possono girare in Mustang Gt e noi no

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Tutti abbronzati e di rientro dalle vacanze estive ci siamo lasciati alle spalle lunghissime discussioni macroeconomiche… Tutti ci avrete immaginati a discutere con il bagnino delle conseguenze del Brexit… e invece no. Mentre contrattavo il prezzo dei souvenir a Milano Marittima non mi sono mai chiesta quanto costasse il petrolio. Continua a leggere

Quando il disastro bancario parla tedesco

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Dopo cinque anni di liceo linguistico, ho capito che il tedesco non era proprio la lingua che faceva per me, che niente, non c’era verso di farmela piacere… e che non l’avrei usata nemmeno al mare per attaccare bottone con i biondoni turisti.

Ma ora parliamo delle tedesche che contano: le banche. Deutsche Bank è una delle banche più famose d’Europa, ovviamente di matrice teutonica, ma per quale motivo ne stiamo parlando? Perché è stata travolta dagli STRESS TEST, con un indice di affidabilità che ricorda molto quella dei concorrenti di Temptation Island. Continua a leggere