La Coop sei tu… ma i soldi non li vedi più

ImmagineLista della spesa alla mano e si va a fare investimenti in Borsa! Un etto di Prosciutto crudo, un chilogrammo di mele e 1500 euro di libretti deposito, grazie!

“Ha la Carta Socio Coop?” chiede la cassiera al momento del pagamento. E di soci coop in Italia ce ne sono davvero parecchi!

Facciamo due conti. La Coop è composta da sette cooperative: Coop Alleanza 3.0, Coop Centro Italia, Coop Liguria, Coop Lombardia, Nova Coop, Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno.

Come tutti i supermercati che si rispettino, al fine di fidelizzare i propri consumatori, la Coop ha utilizzato lo strumento della Carta Vantaggi, una tessera che permette a chi la possiede di avere sconti e vantaggi esclusivi. Fin qui tutto ok. La cosa strana però arriva nel momento in cui, oltre agli sconti e alle promozioni, con la carta Coop si possono anche fare investimenti finanziari.

Sì, avete capito bene. Si può aderire al Prestito Sociale.

Così recita il volantino pubblicitario. “Il Prestito Sociale di Coop Alleanza 3.0 è uno strumento affidabile e conveniente per la difesa dei risparmi dei soci, con tanti vantaggi e zero costi. Tramite il Prestito sociale il socio può contribuire allo sviluppo della Cooperativa, tutelare il proprio risparmio e accedere ad alcuni servizi comodi e sicuri. I soci prestatori, infatti, affidando le proprie risorse alla Cooperativa, ricevono un rendimento sul capitale, possono abilitare la Carta socio per pagare la spesa, usufruendo degli ampi orari di apertura.”

Questo strumento ha permesso alle Cooperative di raccogliere ingenti capitali, peccato che CoopCa e Coop Operaie siano fallite! Il prestito sociale di Coop contava 12 miliardi di euro versati dai clienti e soci.

30.000 soci prestatori per CoopCa, 27 milioni di capitali andati in fumo.

16.000 risparmiatori per Coop Operaie, un totale 102.000.000€ bruciati.

E ora chi paga? Il prestito sociale rappresenta un investimento a rischio, più delle obbligazioni subordinate di Banca Marche, ma i consumatori non lo sanno… figurati se possono immaginare che la Coop possa fallire. E invece fallisce. 

Quindi che si fa? Alleanza Coop 3.0, una delle cooperative, ha proposto di coprire metà dei debiti della CoopCa, dando priorità ai risparmiatori, rispetto ai fornitori e a coloro che lavoravano nelle strutture Coopca. Atteggiamento alquanto anomalo, in fondo se si sottoscrive un prestito, si corrono dei rischi e chi sceglie di investire in questo strumento dovrebbe saperlo.

LegaCoop che gestisce questi investimenti, dovrebbe utilizzarli per finanziare l’attività delle cooperative e invece spesso questi capitali raccolti vengono investiti in attività finanziarie. Ma Lagacoop non è una banca autorizzata da Banca D’Italia, come fa a raccogliere senza autorizzazione risparmi a vista? Mistero tutto italiano.

Il Governo Renzi ha imposto a queste cooperative di pubblicare almeno i bilanci online… ma non tutti sembrano adeguarsi a questa normativa.

E Bankitalia dov’è? Bankitalia non interviene perché di fatto non si tratta di una banca anche se raccoglie miliardi di euro di risparmi. L’unica stretta che è riuscita ad imporre è stata mettere un tetto massimo di raccolta, tre volte in capitale sociale della Coop in questione.

 

Elisabetta Massa

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