Brexit, istruzioni per l’uso

Ti lascio ma restiamo amici. Anzi no. Magari ogni tanto prendiamo un caffè insieme.Meglio di no. Basta ti blocco su tutti i social! Magari prima do un’ultima occhiata alle stories

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Leggere le cronistorie sulla Brexit, mi ricorda le serate passate a telefono con Giulia. Quando era in crisi con Marco. Tira e molla continui, durati almeno tre anni.

Quando finisce una storia va sempre così… Anche con la Gran Bretagna che vuole lasciare l’UE.

Pensavamo che il problema fosse la May, e invece… oltre a quei tailleur orribili, possiamo dire che il compito era davvero arduo! Non riesce ad andar via e sbattere la porta nemmenO il biondissimo Boris J. Continua a leggere

Libra, la fenice di Zuckerberg

Tre sono i motivi che negli anni mi hanno spinto ad utilizzare Facebook come social network:

1. Appagare la mia vanità con foto finto_intellettuali_misto_malinconiche,

2. Restare aggiornata sugli inciuci del mio paese,

3. Cercare nelle “persone che potrei conoscere” quanto è diventata grassa l’ex del mio ragazzo.

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Mini-bot. La Casa di Carta, home edition

Provate a immaginare la versione Italiana de La casa di carta. ‘O professor che insieme a 8 rapinatori chiamati Milano, Torino, Bergamo, Barletta, Palermo, Campobasso, Pescara e Mazzara del Vallo, prende in ostaggio 40 persone tra dipendenti e personalità di spicco, paralizza il Paese e inizia a stampare Minibot.

La serie sarebbe finita alla seconda puntata. Perché i minibot sono una cazzata. 

Cosa sono i minibot? Si tratta di passività dello Stato di piccolo taglio, dai 10 ai 100 euro, senza tasso di interesse e senza scadenza. Continua a leggere

Come sarà il mondo quando lo conquisteranno i Cinesi

Siccome ho la mania compulsiva per l’acquisto di gadget inutili ma sono povera, l’altro giorno sono entrata in un negozio di Cinesi e sono uscita con un guinzaglio per cani con ombrello incorporato, un microfono wireless per i miei concerti in solitaria durante le faccende casalinghe e la consapevolezza che i Cinesi conquisteranno il mondo. 

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…e noi con gli occhioni a palla dovremmo solo farcene una ragione! Continua a leggere

BREXIT: divorzio alle porte

La Gran Bretagna è come una ex moglie durante una separazione. L’hai amata, l’hai portata in vacanza, le cene nei migliori ristoranti. Ma lei ad un certo punto che fa? Ti lascia. Così, senza darti una spiegazione. Perché si sente oppressa.

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Il 12 marzo la premier britannica Theresa May ha ripresentato in parlamento la stessa proposta di uscita che già una volta era stata bocciata.
…e udite udite, l’hanno bocciata di nuovo!
I sostenitori della Brexit se la prendono con Teresina, perché non ha mantenuto la promessa di portarli fuori dalla UE a testa alta. Sbattendo la porta.
Arrivederci e grazie. Ci riprendiamo la nostra sovranità.
Ma siamo proprio sicuri che gli Inglesi non erano già dei privilegiati nella UE?
Londra aveva ottenuto una deroga per non aderire alla moneta unica, non entrare a far parte della zona Schengen, uno sconto sul budget di 5.7 miliardi di euro.” (Internazionale, marzo 2019)
Le richiesta avanzate dall’ormai ex moglie sono irrealizzabili. Accettare una soft Brexit significherebbe rinunciare a parte della loro reale sovranità, in quanto la GB dovrebbe sottostare a norme che non potrebbe contribuire a stabilire.
Ma sapete cosa pretendeva la sanguisuga inglese?
1. Stop alla libertà di movimento dei cittadini europei nel Regno Unito
2. Conservare i benefici economici della Ue
3. Non mettere un confine fisico con l’Irlanda.
Una bella patata bollente per Teresina Maggio. Troppo presto ha chiesto il divorzio. Ora ci sono gli avvocati da pagare, l’ex marito che non paga più le bollette, i bambini da accontentare, la nuova casa da cercare…
Due anni sono volati e il 29 marzo ( data di uscita ufficiale) è sempre più vicino…

Elisabetta Massa

Brexit: e se trovassi la porta chiusa?

Nelle trattative per rientrare tardi a casa la sera, io sono sempre stata come l’Italia nei confronti della UE… mio fratello invece, era la come la GB! Continua a leggere

Brexit: ti lascio ma restiamo amici!

Sono giorni che non se ne parla più… sembrava la catastrofe del 2016, il giorno del giudizio, avevano attuato anche il piano di evacuazione di Pompei e invece? Sono due anni che chiacchierano e discutono. E non si mettono d’accordo. Strano anche per noi Italiani che alle chiacchiere e i cambi di idee e alleanze repentine non ci siamo abituati!Ma cosa è successo e cosa sta succedendo? Continua a leggere

Può Google trends influire sui mercati?

Vi siete mai chiesti dove finiscono tutte le ricerche che fate su Google (ma proprio tutte tutte)? Qualcuno pensa che basti cancellare la cronologia o semplicemente formattare il computer per nascondere i vizi e le curiosità… e invece le nostre ricerche sono veramente una miniera d’oro. Continua a leggere

Spotify alla conquista di Wall Street

Inverno inoltrato. Neve. The caldo in tazza glamour. Cosa manca? Una bella playlist su Spotify. Questa è la ricetta della felicità. E i proprietari dell’azienda svedese lo sanno. Quindi cosa fanno? Si quotano in Borsa. A Wall Street. Depositato oggi il file del collocamento.

Per chi non lo sapesse, Spotify ha rivoluzionato il modo di ascoltare la musica. Basta abbonarsi, per poter avere a disposizioni tutta la musica in commercio. Senza l’esigenza di dover acquistare le singole tracce.

Dati alla mano era chiara l’intenzione della proprietà di Spotify, 71 milioni di abbonati, 151 milioni di utenti senza abbonamento che possono usufruirne ugualmente, semplicemente sopportando qualche minuto in più di pubblicità. 5 miliardi di dollari di ricavi.

Si tratterà di un collocamento diretto, con l’obiettivo di ricavare almeno 1 miliardo di euro dalla vendita delle azioni.

L’unica preoccupazione: 461.000.000 di dollari di perdita per autofinanziamento.

Per fermare questa piccola emorragia, la proprietà di Spotify ha deciso di cedere il 9% al gruppo cinese, Tecent, per incassare denaro fresco e aprirsi all’immenso mercato asiatico.

Il messaggio è: non fermerete il progresso!

Elisabetta Massa

Zitti tutti! Parla Draghi…

Vi ricordate ai pranzi di Natale quando prima di cominciare la cena della vigilia il nonno voleva dire due parole e partiva quel silenzio tombale in cui tutti si mettevano in seria apprensione?

Ecco più o meno succede la stessa cosa quando prende la parola Super Mario Draghi.

“Riforme strutturali a casa ma pensando anche, allo stesso tempo, a riformare l’Eurozona per rafforzarla e renderla pronta nel caso in cui si presentino nuove sfide”.

Cioè ragazzi, io non avrei saputo dirla meglio!

Per noi comuni mortali? Cari stati Sovrani, fate le riforme omogenee per tutti altrimenti alla prossima crisi, che sia dei mercati, del debito sovrano, del petrolio, delle barbabietole da zucchero… alla prossima facciamo zack!

“L’espansione economica attuale rafforza la convergenza tra Stati, ma per renderla sostenibile occorre anche convergenza di politiche attraverso le riforme strutturali”, ha aggiunto.

L’obiettivo primario è completare l’Unione bancaria.

…che voglia dirci qualcosa sui salvataggi?

Elisabetta Massa