Dumping… come se fossero rifatte

Avete presente quando siete al mare a prendere il sole ed ad un tratto arriva Lei. La strafiga in micro bikini Yamamay, sopracciglia tatuate e una quarta coppa B rifatta con i soldi con cui tu ti sei pagata il master alla Cattolica? Tutti quelli che stavano parlando con te, ammutoliscono e si girano a guardare con un’aria da apparizione celeste e tu pensi “Ma diamine! Sono finte!

Ecco, questo è il dumping. Tecnicamente una concorrenza sleale, con cui alcuni paesi cercano di buttare i competitor fuori dal mercato applicando prezzi stracciati, anche al di sotto del costo di produzione.

Si tratta di una pratica molto cara alla Cina che negli ultimi anni ha collezionato ben 53 provvedimenti antidumping e sei indagini in corso, come si evince dal grafico.

La Commissione europea ha appena aperto una nuova indagine sulle importazioni di acciaio turco.

Quando la Commissione europea, su richiesta delle aziende europee, accerta una pratica scorretta, introduce dazi contro il paese di origine per riportare i prezzi alla normalità. Questi provvedimenti sono necessari per salvaguardare i posti di lavoro nostrani. Solitamente i settori più a rischio sono il metalmeccanico e il manifatturiero.

Generalmente queste pratiche scorrette sono appoggiate dal paese di origine per appropriarsi di mercati esteri, come casi eclatanti ricordiamo la compravendita di acciaio e altri materiali siderurgici.

P.s. Lo ammetto, la mia è tutta invidia.

Elisabetta Massa

Deficit: Cicale o Formiche?

Devo darvi due notizie: una buona e una cattiva. Iniziamo dalla buona: dall’ultima riunione dell’Eurotower, sede della BCE, risulta che finalmente in Europa sia iniziata una forma di ripresa dell’economia. Un sospiro di sollievo, come quando la commessa di Zara ti dice che quella gonna nera non era l’ultima 36. 

Ora quella cattiva: la ripresa, si legge, “resta parziale e disomogenea”.

Approfondiamo: dopo gli ultimi dati sulla crescita dei contagi c’è poco da stare sereni, eppure dalle note della BCE si legge che sono ripartiti i consumi e in alcuni paesi addirittura c’è stato un rimbalzo della produzione industriale.

Cosa ci fa restare coi piedi per terra? Le misure di contenimento e l’incertezza sulla prossima curva dei contagli.

Lunedì scorso un lapidario Super Mario Draghi ha chiarito la differenza tra debito sussidiario e debito produttivo.

In fasi di emergenza come quella che stiamo vivendo, sarà inevitabile l’aumento del debito pubblico a dismisura, il pareggio di bilancio per i prossimi anni sarà una chimera… fin qui siamo tutti d’accordo.

Il punto è che questo debito pubblico deve essere impiegato in modo produttivo, sul capitale umano, la ricerca, le infrastrutture… non può trasformarsi esclusivamente in sussidi a lungo termine.

Solo in questo modo sarà sostenibile dalle generazioni future.

Mario says: “In questo susseguirsi di crisi i sussidi che vengono ovunque distribuiti sono una prima forma di vicinanza della società a coloro che sono più colpiti, specialmente a coloro che hanno tante volte provato a reagire. I sussidi servono a sopravvivere, a ripartire, ma ai giovani bisogna però dare di più”.

Ma come ci siamo comportati negli anni trascorsi? Siamo stati cicale o formiche?

A dispetto di quanto dicono gli Europei, non siamo stati degli spendaccioni. Analizziamo cosa è successo negli ultimi 30 anni: l’avanzo primario, cioè la differenza tra entrate ed uscite dello stato, misurato rispetto al Pil nazionale, ad esclusione dei costi per gli interessi sul debito pubblico negli ultimi 3 decenni è stato sempre positivo.

Ma come mai tutto questo virtuosismo? A fine anni Novante l’obiettivo dell’Italia era quello di entrare nella Moneta Unica. Il Trattato di Maastricht prevedeva un deficit sotto il 3%. L’unico modo per accedervi era tenere sotto controllo il deficit (differenza tra avanzo primario e quota interessi), ma non potendo controllare nel breve le voci di spesa, si decise di imporre una bella Tassa per l’Europa.

Risultato? Avanzo primario record del 6,7%.

Elisabetta Massa

All’Italia conviene la guerra?

Probabilmente ho una visione distorta delle armi di distruzioni di Massa, perchè per me, la più pericolosa è sempre stata la ciabatta di mia madre.

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Eppure a ben vedere noi Italiani, siamo dei grandissimi produttori di armi. Di quelle serie, s’intende! Continua a leggere

Boris J. Ma come hai fatto?

Lo sapete chi mi ricorda Boris Johnson?

L’amica del liceo, anonima, non bellissima, non bravissima in matematica, sempre single per tutti e cinque i lunghissimi anni…

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e poi dopo il diploma, puff! La incontri al supermercato sposata con due figli. Tu??? Quoque tu! Ma come ci sei riuscita? Continua a leggere

2020: inizio col botto

Il 2020 si è aperto col botto. In tutti i sensi. Non si respirava questo clima di serenità dall’assassinio delll’arciduca Francesco Ferdinando.francesco-ferdinando

In un modo o nell’altro, c’entra sempre una bionda. In questo caso un biondone. Donald Trump.

Il Tycoon negli ultimi mesi è più instabile di me in quei giorni lì ed ha collezionato una serie di disastri che manco Andrea Ippoliti a Temptation Island.

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Riassunto delle puntate precedenti.

Sembra che Mister T. abbia chiesto al presidente ucraino Zelenskyj di aiutarlo a raccogliere informazioni compromettenti su Joe Biden, vicepresidente dal 2009 al 2017 e oggi candidato democratico alle primarie democratiche in vista delle presidenziali 2020. Questo non ha fatto altro che procurargli una procedura di impeachment da parte del Parlamento.

Poteva esser già sufficiente così e invece ha deciso di bombardare l’Iran, uccidendo il capo delle forze paramilitari Qassem Soleimani.

Conseguenze? Il panico generale. Come quando ho detto a mia nonna di essere intollerante al glutine.

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Il prezzo del petrolio è cresciuto in pochi giorni da 60 a 69 dollari al barile, in quanto in situazioni di allerta si innesca una paura generalizzata sulle scorte di greggio.

Eppure Trump è l’uomo delle contraddizioni, da quando è stato eletto presidente i mercati americani, e non solo, hanno fatto un rally pazzesco, portandosi ai massimi storici.

Inoltre, Mister T. ha anche annunciato l’avvio di una serie di negoziati con la Cina a partire dal 15 gennaio 2020, che porterà immediatamente al blocco di una nuova tranche di dazi sui prodotti cinesi.

Morale della favola? Crescita dei mercati e dell’economia costante ma contenuta anche nel 2020.

Gli States non sono più il simbolo del libero mercato e dell’innovazione e della tolleranza e per ora, dobbiamo accontentarci così.

Elisabetta Massa

Brexit, istruzioni per l’uso

Ti lascio ma restiamo amici. Anzi no. Magari ogni tanto prendiamo un caffè insieme.Meglio di no. Basta ti blocco su tutti i social! Magari prima do un’ultima occhiata alle stories

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Leggere le cronistorie sulla Brexit, mi ricorda le serate passate a telefono con Giulia. Quando era in crisi con Marco. Tira e molla continui, durati almeno tre anni.

Quando finisce una storia va sempre così… Anche con la Gran Bretagna che vuole lasciare l’UE.

Pensavamo che il problema fosse la May, e invece… oltre a quei tailleur orribili, possiamo dire che il compito era davvero arduo! Non riesce ad andar via e sbattere la porta nemmenO il biondissimo Boris J. Continua a leggere

Il ricatto di Erdogan

“Se non mangi tutto, chiamo zio Antonio!” Per una vita intera, mia madre mi ha ricattata così quando il venerdì non volevo mangiare il merluzzo bollito. Non c’era convenzione Onu che mi potesse salvare.

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Erdogan deve aver conosciuto mia madre nei suoi anni di austerità migliori. Continua a leggere

Libra, la fenice di Zuckerberg

Tre sono i motivi che negli anni mi hanno spinto ad utilizzare Facebook come social network:

1. Appagare la mia vanità con foto finto_intellettuali_misto_malinconiche,

2. Restare aggiornata sugli inciuci del mio paese,

3. Cercare nelle “persone che potrei conoscere” quanto è diventata grassa l’ex del mio ragazzo.

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Come pagarsi le vacanze coi fondi pensione

Giugno, il mese in cui tutti i invidiano i bancari, perché lavorano con l’aria condizionata sparata a palla. Il mese in cui io prendo più bronchiti che a Gennaio. Quindi oggi, plaid in spalla, ho pensato di fare due conti interessanti in tasca agli imprenditori.

Un mio amico mi ha chiesto per quale motivo dovrebbe sottoscrivere un fondo pensione e allora ho preso il mio quaderno rosso peloso con penna di Barbie a inchiostro liquido e ho fatto due conti della serva.  Continua a leggere