Per essere assunta avevo preparato una coreografia di Shakira…


Fine anno si sa, è sempre un periodo di bilanci, una volta rientrati dalle vacanze estive sentiamo già Natale e Capodanno che ci mettono il fiato sul collo. Potete immaginare cosa succede se le feste natalizie coincidono con la chiusura dei budget aziendali e dei bilanci. PANICO.


Ecco che Intesa Sanpaolo, specifico DELEGAZIONE BANCA DEI TERRITORI, per capirci Banca dell’Adriatico per chi abita nella zona Marche-Abruzzo, ha indetto un piccolo concorso interno per spronare i dipendenti a migliorarsi. L’idea era di fare un video, che sarebbe dovuto restare all’interno dell’intranet aziendale, in cui si cercava di capire per quale motivo i clienti avrebbero dovuto scegliere Intesa Sanpaolo come banca. Dopo la fuoriuscita di alcuni di questi video forse qualche dubbio in più i clienti retail ora ce l’hanno.

Fermo restando che i social hanno messo alla gogna tutti i dipendenti che si sono prestati a questo giochino, il meccanismo che si è innescato è lo stesso che riguarda le vittime di cyberbullismo, una ragazza scatta un foto di sé compromettente, per compiacere un improbabile compagno e una volta che questa foto scappa fuori, si alza un polverone pazzesco… e chi paga le conseguenze? Solo la protagonista della foto.

Non pensate che questa fuoriuscita abbia sconvolto i Piani alti della prima banca d’Italia. Fossero stati crediti incagliati allora sì, che si sarebbero preoccupati.

Per quanto mi riguarda, amici e colleghi mi hanno bombardata con questo video, lo hanno tradotto in 64 lingue straniere compreso il greco antico.

1. Se vi state chiedendo se per colloquio di assunzione ho fatto un balletto alla Shakira, no, perché nonostante i miei 28 anni ho la sciatica.

2. Volevo ringraziare tutti coloro che hanno condiviso con me questo balletto, almeno ho la certezza che avete capito in che ambito lavoro.

3. Ma poi… dove capperi sta Castiglione delle Stiviere?!?

4. Sarebbe stato peggio se avesse ballato Waka Waka.

5. Per quanto riguarda il video, la cosa che mi sconvolge di più, sono i capelli arruffati della direttrice!

Elisabetta Massa

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E se i supermercati Coop fallissero…? 

 

Adoro fare la spesa alla Coop. Un po’ perché è vicino casa, un po’ perché mi diverto a fare la piccola conmessa alle casse automatiche. Ho la carta socio, che puntualmente dimentico in macchina insieme al sacchetto riciclabile. Qualche anno fa, mia nonna abbandonò inesorabilmente i Magazzini Gabrielli per diventare socia Coop. Il suo motivo di orgoglio? Essere socia. Quel supermercato era un po’ anche suo. 

Milioni di persone consapevoli o meno della scelta fatta, sono diventati soci. Hanno aperto un libretto di risparmio: 

  • Investimenti sicuri
  • Rendimenti allettanti 
  • Risparmi liquidabili 

Questo dice la pubblicità. Ma proviamo a dare uno sguardo più a fondo. 

Nei supermercati sono stati raccolti 12.000.000.000 di euro di depositi. 

Una raccolta che non gode di nessuna tutela, esclusa dal fondo di Garanzia, si tratta di un credito chirografario, cioè in caso di fallimento della coop chi lo detiene non può partecipare alla distribuzione dell’attivo.

In cambio di cosa? Tasso di interesse pari allo 0,2% lordo. 

Sì, l’unica cosa garanzia che offrono è l’affidabilità di un supermercato-colosso. 

Eppure c’è già stato il fallimento delle coop triestine… 20.000 soci sono rimasti a bocca asciutta. 

Certo la perdita massima pro capite è stata di 36.500€, ma cosa cambia?! 

C’è una grande allerta sull’argomento, perché queSta potrebbe essere la prossima bolla sul risparmio italiano. 

Salumi & Baci a tutti. 

Elisabetta Massa 

Pensioni Italiane: 22 a 38 

Sono le 17:13 e mio padre è appena rientrato da lavoro. Dipendente. Sono anni che lo vedo tornare sempre alla stessa ora. Ogni tanto dice:” Sarà ora di andare in pensione…” 

… e mo chi glielo dice che lui è altri 21 poveri Cristi col loro lavoro mantengono 38 persone in pensione? 

Secondo i dati ISTAT 22 milioni di lavoratori italiani subiscono un prelievo fiscale tale da poter mantenere 38 milioni di Italiani in pensione. 

Nel Belpaese solo il 37,2% dei residenti ha un impiego retribuito. Di questi solo il 19% ce l’hanno a tempo pieno e indeterminato. 

E gli altri? O sono troppi giovani (sotto i 15 anni) o sono troppo vecchi (over 65) o non cercano lavoro pur potendolo fare. Gli inattivi. Come me il lunedì mattina. 

In ultimo i disoccupati. 

Papi conti alla mano, mi sa che ti vedrò tornare alle 17:13 per parecchi anni ancora. 

Elisabetta Massa 

Vattene via! (Memorie di una sfigata)

1272550379-Gioventu_scarpettini_2“Professore: E allora vada via… Se ne vada dall’Italia. Lasci l’Italia finché è in tempo. Cosa vuol fare, il chirurgo?
Nicola: Non lo so, non… non ho ancora deciso…
Professore: Qualsiasi cosa decida, vada a studiare a Londra, a Parigi, vada in America, se ha le possibilità, ma lasci questo Paese. L’Italia è un Paese da distruggere: un posto bello e inutile, destinato a morire.
Nicola: Cioè, secondo lei tra un poco ci sarà un’apocalisse?
Professore: E magari ci fosse, almeno saremmo tutti costretti a ricostruire… Invece qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Dia retta, vada via…
Nicola: E lei, allora, professore, perché rimane?
Professore: Come perché?! Mio caro, io sono uno dei dinosauri da distruggere.

da La meglio Gioventù Continua a leggere

Banca Monte di Google, UniFacebook e Intesa SanAmazon?

mariniNell’era in cui il sistema bancario si sta sgretolando come gli zigomi di Alba Valeria Marini, c’è chi coglie l’occasione per trasformarsi e guadagnare… terreno. Continua a leggere

Evento: Vino & Finanza

A cinque giorni dall’evento “Grapes Thursday – Vino & Finanza” sono in vena di fare bilanci.

Tralasciando la botta autostima che ancora mi dà adrenalina, posso dire a cuor sereno che sono fiera di ciò che è stato. Continua a leggere

Perché quando facciamo benzina paghiamo ancora le tasse per le guerre in Etiopia?

248272_169947043170895_528809844_nOggi ho fatto il pieno e ho pagato nei  50 euro di benzina una quota per la guerra in Etiopia. Del 1935.

Ma nel 1935 esistevano le macchine? Cioè non era nato nemmeno mio nonno… perché io oggi devo pagare per una guerra che ho studiato sui libri di storia?

Vi spiego il meccanismo:  in teoria si tratta di caricamenti a tempo determinato, che però non spariscono più. Paghiamo per la guerra in Etiopia, la tragedia del Vajont, i terremoti, coprire gli aumenti salariali dei dipendenti statali.

Facendo due conti le accise sul petrolio costano più della materia prima in se stessa,  ma vediamo le accise nello specifico:

  1. Decreto Salva Italia
  2. Finanziamento cultura
  3. Rinnovo contratto autoferrotranvieri
  4. Acquisto autobus ecologici
  5. Accoglienza immigrati della crisi libica
  6. Terremoto in Irpinia
  7. Terremoto del Friuli
  8. Ricostruzione Vajont
  9. Finanziamento Crisi di Suez
  10. Guerra in Etiopia

 

Elisabetta Massa

10 domande stupide quando dici di essere un Consulente finanziario

022610113_prevstill__3.jpegLa vita ci impone di essere animali sociali, ma il tutto diventa più difficile quando dici di lavorare in banca.

Le persone saranno inesorabilmente portate ad affermare luoghi comuni.

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Perché lanciamo le monetine nelle fontane?

rome-treviAlzi la mano chi almeno una volta nella vita non ha provato a lanciare una monetina in una fontana per esprimere un desiderio! Io diverse volte con scarsi risultati.

Ho chiesto di far sparire la mia prof. di matematica delle medie, che Valerio mi notasse alle superiori, o trovare tutti i giorni parcheggio fuori l’ufficio…

Tornando a noi, si dice che le persone siano solite gettare i soldi nelle fontane per propiziarsi le divinità, che un tempo si credeva abitassero nell’acqua.

Non l’ho detto io, l’ho letto su Focus. Secondo le credenze celtiche e germaniche, bisognava gettare le armi dei nemici sconfitti in specchi o corsi d’acqua come offerta alle divinità.

Nei tempi in cui le monete erano in rame o argento, il contatto con l’acqua ne impediva l’inacidimento.

Ovviamente tralasciando il sacro e spostandoci sul profano, le monetine che gettiamo carichi di speranza nelle fontane vengono solitamente raccolte e destinate a opere di carità.

Quindi se qualcuno lassù mi ha visto gettare svariati euro nella fontana di Trevi è pregato di inviarmi cortesemente almeno una terza coppa C!

 

Elisabetta Massa

 

Unicredit. Come mettersi a dieta a Maggio…

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UNICREDIT. Ieri, 6 Febbraio 2017, è partito il più grande aumento di capitale della storia italiana. Perché dagli errori non si impara quasi mai niente. Fallito l’aumento di capitale targato Mps, dopo la mancata fiducia dimostrata dai suoi azionisti e il passo indietro fatto da JP Morgan nella sottoscrizione del debito… arriva la ricapitalizzazione Unicredit.

Progetto quanto mai ambizioso… come mettersi a dieta a Maggio per essere pronti alla prova costume! Continua a leggere