Il ricatto di Erdogan

“Se non mangi tutto, chiamo zio Antonio!” Per una vita intera, mia madre mi ha ricattata così quando il venerdì non volevo mangiare il merluzzo bollito. Non c’era convenzione Onu che mi potesse salvare.

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Erdogan deve aver conosciuto mia madre nei suoi anni di austerità migliori.

Se continuate ad intromettervi, Posso mandarvi milioni di profughi!” Ha ricattato così l’Unione europea.

Si tratta dell’ennesimo capitolo di una guerra iniziata nel 2011. Proviamo a chiarirci le idee:

Pochi giorni fa il presidente turco ha avviato un’operazione militare denominata Fonte di Pace (Fonte di Pace?!? Mah! 😗) contro i combattenti curdi nel nord est della Siria. Una missione avviata in concerto con l’esercito siriano e agevolata dal ritiro delle truppe americane, previsto da Donaldone nazionale.

Ma perché Erdy si è svegliato mercoledì scorso e ha iniziato i bombardamenti?

Nella sua dichiarazione di intenti c’è la creazione di un cuscinetto franco, per allontanare dal confine turco le milizie YPG (protezione popolare curda), considerati dal governo turco un gruppo terroristico. Stesso trattamento riservato al PKK, il Partito dei Lavoratori curdi che da anni cerca di veder riconosciuta l’autonomia curda sul territorio turco. 

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Fin qui era semplice. Ora arriva il bello.

Tutta la manfrina del ricatto di Erdy di bombardare l’Ue con milioni di profughi risale ad un accordo del 2016, in cui abbiamo accettato di dargli 6 miliardi di euro per non far partire rifugiati da Ankara. Tuttavia ha lasciato intendere e nemmeno in modo tanto velato, che è pronto a spalancare le porte in caso di intromissione europea.

Tre giorni fa, il colpo di scena! Assad, il dittatore siriano, decide di dispiegare tutte le sue forze in campo a sostegno dei Curdi per far arretrare Erdogan il turco.

L’accordo tra i Curdi e Assad risale ad una intermediazione di Putin.

I Curdi sono un pò ovunque, in Iran, in Iraq, in Siria, in Turchia, una sorta di diaspora che ha frammentato il terzo popolo più numeroso del Medioriente. Si sono distinti per aver da sempre combattuto del forze dell’Isis. Si tratta di un popolo a maggioranza musulmana sunnita. Non sono manco pochi… circa 35 milioni.

Aspettano la nascita del loro stato il Kurdistan dalla fine dell’Impero Ottomano, dopo la prima guerra mondiale.

Gli ultimi sviluppi.

Donald Trump ritira le truppe americane dalla missione di pace in Siria a confine con la Turchia, per non interferire con le operazioni turche. I Curdi la vivono come un tradimento. Poi si pente, perchè attaccato da tutti e si propone come mediatore per risolvere la questione.

L’Unione europea discute per delle possibili sanzioni contro Ankara.

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Possiamo parlare di strategie militari, di missioni di pace… con nostri smartphone nei nostri appartamenti di lusso.

Elisabetta Massa

 

 

 

 

 

 

 

 

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