Sei un fallito! Storie di Stati in dissesto finanziario

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Questa bella mappa rossa e verde è davvero interessante. Si tratta della mappa dei Paesi che almeno una volta sono andati in default, fallimento, bancarotta.

In rosso troviamo i campioni che dal 1800 ad oggi almeno una volta non sono riusciti a ripagare il debito estero, l’intensità del rosso denota il maggior numero di default. In verde troviamo i Paesi che hanno sempre pagato regolarmente i propri debiti; in grigio quelli per cui i dati non sono disponibili o attendibili.

Nel Medioevo si risolvevano i problemi di insolvenza sovrana tagliando la testa ai creditori… certo, in modo poco ortodosso ma era pur sempre risolto!

Se vi chiedessi che Stato vi viene in mente parlando di default? Ovviamente mi direste la Grecia! Si tratta del caso di “quasi-fallimento” più vicino ai giorni nostri. Eppure questo fenomeno è tutt’altro che moderno!

Dal 1800 ad oggi ci sono stati nel mondo ben 227 casi di default documentati in tutto il mondo.

Paesi che oggi sembrano colossi inattaccabili in passato hanno dato forfait ai propri creditori, come ad esempio Austria e Germania, a causa di guerre, cambi di regime, ecc.

Quindi possiamo affermare che la crisi greca è solo l’ultima di una lunga serie. La novità della Grecia risiede nel fatto che non era mai successo ad uno Stato di essere sull’orlo del fallimento pur trovandosi in una regione stabile e senza conflitti, in un contesto economico favorevole come l’Europa.

La Grecia. Solitamente gli Stati insolventi erano Stati poco sviluppati che avevano gestito male il credito e gli investimenti sovrani, diventando troppo dipendenti dai creditori esterni. La situazione in cui si trova la Grecia invece è atipica. Non era questa la situazione di partenza della crisi, ma il Paese ha comunque attraversato gravi depressioni finanziarie in passato: per oltre la metà del periodo successivo all’indipendenza del 1829, lo Stato ellenico è stato considerato non degno di credito a livello internazionale.

La Germania. Vi ricordate la Repubblica di Weimar? Ecco, tra il 1919 e il 1933 la Germania ha attraversato una delle crisi economiche peggiori della sua storia. Uscendo a pezzi dalla Prima Guerra Mondiale, si ritrovò un colosso di debiti da rimborsare come “penale” per aver causato la guerra. Tutti lo sapevano fin dall’inizio che si trattava di un debito talmente enorme, che sarebbe stato difficile da rimborsare, se non addirittura impossibile.  Nel 1923, in Germania, la circolazione di moneta, battuta per poter ripagare il debito di guerra, portò a un’inflazione smisurata.

Ma il Primo default? Secondo l’Economist risale al IV secolo a.C. quando alcune polis non riuscirono a ripagare il debito contratto per la costruzione del tempio di Delo.

A dirla tutta il problema dei default, come lo intendiamo noi, risale ai giorni nostri. Prima del ‘700 gli Stati si finanziavano con altri metodi. I titoli di Stato non esistevano, i sovrani reperivano i soldi necessari con le tasse e con i finanziamenti chiesti ai banchieri.

Nel caso in cui si vinceva una guerra, le casse si riempivano e si pagavano i debiti… se si perdeva la guerra, le casse si svuotavano completamente e il regno falliva! Proprio come accadde al re di Spagna Filippo II.

Nel 1700 nacque la prima banca centrale, la Banca d’Inghilterra faceva prestiti alla Corona emettendo banconote per finanziare commerci, guerre o imprese coloniali. In questo modo il debito pubblico finiva sul mercato, come avviene oggi. Il sistema poi si è esteso anche in altri Stati. E dopo l’Unità anche da noi: nel 1893 fu istituita la Banca d’Italia.

L’Italia? Saremo anche ritardatari, sognatori, sconclusionati e confusionari… ma fino ad oggi i debiti PUBBLICI li abbiamo sempre pagati!

Elisabetta Massa

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