Può Google trends influire sui mercati?

Vi siete mai chiesti dove finiscono tutte le ricerche che fate su Google (ma proprio tutte tutte)? Qualcuno pensa che basti cancellare la cronologia o semplicemente formattare il computer per nascondere i vizi e le curiosità… e invece le nostre ricerche sono veramente una miniera d’oro.

Google Trends è una web facility che permette di analizzare le ricerche di parole chiave su Google, il tool compara automaticamente i termini di ricerca e ci mostra graficamente quale sia quello più ricercato in un determinato momento.

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Figura 1 – Interfaccia Google Trends, da Google Trends

Secondo le statistiche di Google, anche l’anno scorso gli Italiani sono stati particolarmente interessati a politica e finanza, tanto che tra le parole più ricercate del 2017 troviamo: “Come fare le olive in salamoia?”, “Perché fischiano le orecchie?” e “Chi ha vinto Amici 2017?”.

Per capire come funziona e come possiamo sfruttarlo a nostro favore, ho fatto una piccola ricerca su tre keywords: Mondiali 2018, Meteo e Bitcoin.

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Figura 2 – Grafico Risultati di Ricerca, da Google trends

Come possiamo notare, negli ultimi 30 giorni in Italia l’argomento Meteo è stato ricercato in modo costante e probabilmente con picchi nei weekend. La parola Mondiali 2018 ha avuto un picco di ricerche nei giorni immediatamente successivi all’inizio delle partite.

Chi controlla il passato controlla il futuro” sosteneva George Orwell in 1984 e in effetti c’è qualcuno che ha sfruttato le Google Trends per individuare i movimenti dei mercati finanziari.

Secondo una ricerca condotta da Ladislav Kristoufek, dell’Institute of Economic Studies dell’Università di Praga, facoltà di scienze sociali, c’è molto da scoprire dalle nostre ricerche di Google.

La tesi. La diversificazione di portafoglio e la gestione attiva del rischio, sono parti essenziali delle analisi economiche e diventano addirittura cruciali durante gli anni della Crisi finanziaria globale. Il team di Praga ha studiato un modello basato sulla diversificazione grazie alle Google Trends. La diversificazione si basa sull’idea che la popolarità di uno stock misurata per le tendenze di ricerca è correlata allo stock di rischiosità. Nel modello economico messo a punto dal Ladislav vengono sottopesati gli stock più popolari e sovrappesati quelli più periferici per abbattere la rischiosità totale del portafoglio.

I risultati dell’indagine condotta, portano ad una sovra-performance del suddetto portafoglio.

Negli ultimi anni le scienze sociali ed economiche hanno a disposizione un gigantesco database da cui attingere informazioni da analizzare per comprendere i comportamenti umani e finanziari. Basti pensare al successo di Facebook o alle tendenze di Tweeter.

Nell’ambito economico le tendenze di Google forniscono importanti informazioni per la previsione dei vari fenomeni, dai volumi di scambio al comportamento delle variabili macroeconomiche, aiutano a spiegare almeno parzialmente le abitudini di investimento.

Il volume di ricerche del nome di una impresa è correlato positivamente con il volume di transazioni del corrispondente stock, mentre la diffusione dei dati sugli utili di una società quotata in Borsa non comporta un movimento istantaneo del titolo.

Lo studio è stato ripartito in due stadi: nella prima fase la ricerca si è focalizzata sulle tendenze del simbolo ticker di uno stock, in questo caso DIJ (Dow Jones index), mentre nella seconda la ricerca è stata effettuata sul simbolo DIJ aggiunto alla parola “stock”.

Il Dow Jones e i suoi trenta componenti rappresentano la prima base di dati. Per ognuno dei componenti è stato costruita una serie di rendimenti settimanali:

 

Lo stock i, al tempo t, dove P i,t rappresenta il prezzo di chiusura degli stock alla fine del tempo t.

La strategia di diversificazione si applica sulla popolarità di uno stock, utilizzata per pesare i vari elementi nel portafoglio titoli.

V i,t rappresenta il volume di ricerca correlato allo stock di un termine al tempo t. Il peso w i,t dello stock è definito come:

 

Dove N è il numero degli stock in portafoglio e α è il parametro della legge di potenza che misura la forza della discriminazione di quanto uno stock sia stato cercato.

Per α›0 allo stock più ricercato viene assegnato un peso minore in portafoglio.

I risultati indicano che le tendenze di ricerca su Google Trends possono essere utilizzate nella selezione e nella diversificazione del rischio. Senza nessun tipo di informazione circa la correlazione tra i componenti del Dow J., siamo in grado di costruire un portafoglio che sovraperforma il portafoglio degli stessi titoli equipesati ma anche il benchmark DIJ.

Maggiormente ricercato è il termine, più alta è la rischiosità legata ad esso, per questo sottopesato nel modello teorico.

Figura 3 – Risultati di Ricerca condotta sul Dow J, da Scientific Reports

Dal Grafico: la linea rossa rappresenta l’evoluzione dell’indice Dow J., la linea grigia e la linea nera invece le diversificazioni attuate con le Google Trends. Risultato? I campioni battono il benchmark rispettivamente del 109% e 163%.

Secondo i ricercatori, l’andamento del mercato finanziario riflette un insieme di decisioni prese dai partecipanti al mercato. Tra queste? La ricerca di informazioni su internet! I cambiamenti nei volumi di ricerca relativa a uno stock riflettevano i valori correnti delle transazioni borsistiche.

Quando il nome di una compagnia quotata incomincia ad essere “googlata” con insistenza, significa che il titolo è sotto i riflettori del web.

Ultima chicca? Le ricerche correlate. Torniamo al nostro modello Mondali-Meteo-Bitcoin. Le ricerche correlate ci permettono di scoprire quali sono le tendenze che accompagnano il termine ricercato.

Nel caso di Bitcoin troviamo “Blockchain”, “Bolla speculativa” e “Moneta virtuale”… mentre per Mondiali 2018? Ovviamente le foto in bikini di Diletta Leotta!

Elisabetta Massa

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