Mercati azionari. Comincia il rally di Natale?

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Cos’è successo questa settimana sui mercati azionari? Le Borse europee hanno aperto la settimana col segno negativo, scontando l’instabilità emotiva portata dagli attentati di Parigi e l’ombra della recessione sulle spalle giapponesi.

Tutta l’attenzione è catalizzata dalla Fed (Banca Centrale americana) e dalle sue prossime manovre di politica monetaria: visti i dati macroeconomici positivi riportati dalle ultime stime, è chiaro che l’America è completamente fuori dalla recessione e si trova in territorio positivo, quindi cosa ci si aspetta?

L’America potrebbe iniziare ad aumentare i tassi di interesse US, ma questo cosa comporta?

Dal momento che le aziende hanno ripreso a produrre, la disoccupazione è scesa, i consumi sono ripartiti, la Fed non ha più bisogno di prestare denaro alle banche americane ad un tasso prossimo allo zero, visto che non hanno più bisogno di stimolazione. La reazione è quindi quella di aumentare i tassi di interesse praticati, sintomo di un’economia ormai stabile e in forte ripresa.

Scenario completamente opposto è quello in cui si trova la BCE: con l’economia europea in stagnazione e il dati sul Pil migliorati in maniera lieve, l’unica possibilità di Draghi è quella di concedere prestiti alle banche ad un tasso quasi negativo, al fine di promuovere gli impieghi nelle banche. Gli istituti di credito locali potendo prestare capitali alle aziende e ai privati ad un tasso più basso, riescono a stimolare il tessuto imprenditoriale e far ripartire di conseguenza i consumi.

Inoltre i mercati hanno accusato in modo negativo il nodo “inflazione”.

Per quale motivo dovremmo essere felici se i prezzi salgono? Perché è sintomo di un’economia che funziona. L’inflazione è infatti la conseguenza di tre eventi importanti: 1) iniezione di liquidità da parte della banca centrale; 2) aumento dei prezzi connesso all’aumento dei costi di produzione, ad esempio aumento dei salari, fattore estremamente positivo; 3) aumento della domanda da parte dei consumatori.

Purtroppo i timori della BCE sono riposti su un’ulteriore discesa dei prezzi, visto il crollo dei prezzi delle materie prime e la debolezza della crescita globale. Di certo le tensioni geopolitiche non aiutano…

In media dal 1927, novembre e dicembre sono stati mesi sempre favorevoli per l’azionario su tutti i fronti, sia quello della crescita che dei dividendi.

Il regalo di Natale della Babbo Draghi sarà sicuramente un’ulteriore iniezione di liquidità sul mercato per stimolarne la ripresa.

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I dati sulle PMI europee non mostrano segni di rallentamento sulla crescita… sarà l’inizio di un rally di Natale?

Elisabetta Massa

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