Anche i consulenti piangono

ImmagineStamattina nessuna predica su quanto il settore bancario sia indisciplinato o su quanto il mercato sembri impazzito. Stamattina volevo provare a raccontarvi come si vive dall’altra parte della barricata. Come si sente un consulente quando il mercato distrugge in pochi giorni la fiducia che con fatica ha costruito in anni di lavoro a testa bassa. I risparmiatori, come è giusto che sia, sono preda dell’emotività, ma ora vi svelo un segreto: anche i broker sono persone. Li vedete sempre belli in giacca e cravatta, immaginate stipendi stellari e macchinoni da serie A. Beh, mi dispiace deludervi, ma non è proprio così.

Avete mai provato a mettervi dall’altra parte della stecca? La forza che ci vuole per mantenere la calma quando sembra che la terra si stia sgranando sotto ai piedi? Quando in pochi giorni i tuoi clienti cominciano a guardarti come un appestato? Restare svegli per vedere cosa succede sui mercati dall’altra parte dell’oceano. Un esaltato bombarda i vicini di casa e i mercati vanno giù. Un concessionario impazzito e i mercati vanno giù. Le elezioni dall’altra parte del mondo e i mercati vanno giù. Sembra di maneggiare una bomba che sta per scoppiare ma voi di mestiere non fate gli artificieri.

Ecco tutto questo non dipende da noi. Perché se potessimo, faremmo crescere il mercato tutti i giorni. E sapete perché? Non c’è niente di più bello che vedere la stima negli occhi di chi avete di fronte!

Ho 27 anni e tante crisi dei mercati le ho studiate solo sui libri dell’università, mentre oggi mi ci trovo dentro con tutte le scarpe. Non c’è uno tra i miei amici e colleghi che non provi lo stesso stato d’animo che sto provando io.

Voi siete preoccupati per quello che guardate in televisione? Noi lo siamo almeno dieci volte più di voi perché oltre a dovervi spiegare le distorsioni delle informazioni che vi arrivano, dobbiamo anche tranquillizzare che si è dimenticato gli accordi presi…INSIEME!

Avete presente quando un medico arriva e vi dice: “Questo intervento ha il 93% di riuscita”? E voi accettate l’intervento perché il 93% di riuscita è tantissimo. Io vi auguro che quel 93% basti. Perché potrebbe esserci una complicazione e il paziente potrebbe morire. Non per colpa del medico. Voi al 7% di fallimento nemmeno ci pensavate! Eppure eccovi il 7% che vi casca addosso.

Funziona allo stesso modo. Non sarà un paziente, sarà un cliente. Il discorso non cambia molto. Il medico non è felice di dirvi che un vostro caro se n’è andato. Vi siete mai chiesti come si sente? Non solo ha perso un paziente ma deve anche venire da voi e dirvelo.

Vi svelo un altro segreto: non si diverte a farlo.

E io non sono una consulente di quelle top, quelle fredde e ciniche, di quelle che non si preoccupano mai.

Sono emotiva e quando la borsa ha fatto meno 5 mi sono anche messa a piangere.

Ma porca miseria… ve lo volevo dire!

Elisabetta Massa

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5 pensieri su “Anche i consulenti piangono

  1. Anba ha detto:

    Quanto è vero! Io di anni ne ho 56 e faccio questo lavoro da oltre trent’anni. Eppure ogni volta che parte la crisi le cause sono sempre diverse e imponderabili ma gli effetti sono sempre gli stessi e la tensione ti fa battere i denti e ti dà stare sveglia di notte. Invidio chi riesce a non farsi tremare i polsi ma credo che tutti stiano male, solo qualcuno è bravo s non darlo a vedere !😊

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    • elisabettamassa ha detto:

      Sono felice che ci sia qualcuno che possa capire questo stato d’animo… Ci sarà pure chi ci ha fatto l’abitudine, ma credo che sia un rischio, perché solo chi riesce a mettersi in discussione e sa provare ancora emozioni, non diventa cinico 🙂

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